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Circuiti/ Pavese e Lodigiano / Castello Litta di Gambolò

Piazza Castello
27025 Gambolò (PV)
Tel: 0381 930781-938256
E-mail: servizisociali@comune.gambolo.pv.it
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Castello Litta di Gambolò
Castello Litta di Gambolò
Castello Litta di Gambolò




La dimora

Il Castello Beccaria Litta di Gambolò, nel cuore della Lomellina, è una spaziosa ed ampia fortificazione a pianta quadrilatera con torri cilindriche a due angoli e quadre al centro delle mura perimetrali, dotata di dimora “signorile” e di un lungo e spazioso portico a colonne binate, che occupa l’ala sud ovest, la Manica Lunga o Loggia delle Dame, al cui termine si trova la Torre Mirabella. Si accede al Castello da un viale d’accesso guarnito da murature in cotto, realizzato nel 1614 dai Litta, con uno slargo su Via Vittorio Emanuele; questo serviva, in origine, per i movimenti delle carrozze dei nobili e dei loro ospiti. All’interno del Castello, Salone Litta conserva un pregevole camino di tardo ‘500, un pavimento in mosaico degli anni ’20 del Novecento e una serie di quadri ispirati a fatti e personaggi della storia locale. Castello Litta ospita il Museo Archeologico Lomellino, che presenta, in quattro sale, una panoramica completa della presenza umana in Lomellina, dal Mesolitico Recente all’Età Romana Imperiale. Il museo offre oltre un migliaio di reperti, accompagnato da un utile apparato didattico.

La storia

GAMBOLO’, NEL CUORE DELLA LOMELLINA. Gambolò si trova nel cuore della Lomellina, a poca distanza dal Ticino e lambito dal torrente Terdoppio. Oltre al centro principale, il Comune comprende le frazioni di Remondò, Garbana e Belcreda. Nel territorio la presenza dell’uomo è documentata fino dalla preistoria e soprattutto nell’Età del Bronzo. Le testimonianze si intensificano in epoca celtica. Anche l’epoca romana (fine del I sec. a.C.) è documentata in modo significativo. Nel medioevo si sviluppa in maniera decisa l’abitato che oggi conosciamo, attorno al castello (cit. 1099); il maniero sorge fra i secoli X e XI per accogliere al sicuro gli abitanti del borgo e della campagna circostanti; nel territorio è testimoniata la compresenza di due diverse diocesi, quella di Novara e quella di Pavia, con proprie e distinte chiese dipendenti. Incontriamo la diocesi di Novara già dal secolo X, con la pieve di “S.Pietro”; da questa dipende la chiesa di S.Gaudenzio (1132), che ne prenderà il ruolo nei secoli successivi e diverrà la parrocchia del paese, passando nel 1530 alla neonata diocesi di Vigevano. Alla diocesi di Pavia appartiene la pieve di Sant’Eusebio, un gioiello di arte e architettura medievale a ridosso del borgo, documentata un po’ più tardi, fra XIII e XIV secolo. Nel 1832 S.Eusebio viene incorporata a San Gaudenzio, ed il paese avrà così un’unica parrocchia. Il nome di Gambolò compare per la prima volta nel 999, quando l’Imperatore Ottone I obbliga “Ademarus de Gambolate” a risarcire Leone, il vescovo di Vercelli, dei danni che, insieme ad altri, gli ha inflitto. In questi secoli conosciamo alcune famiglie signorili, si tratta dei “da Belcredio” e dei “da Gambolate”, fra cui si distingue un importante giurista, Ugo “da Gambolate”, fra gli estensori della “Constitutio de feudis”. All’epoca il paese, godendo tradizionalmente di una sostanziale autonomia, gravita politicamente attorno a Pavia, che è continuamente in guerra con Milano. Nel corso degli anni, Gambolò viene ripetutamente assediata e danneggiata dai milanesi, nel 1157, nel 1213 e nel 1253. Alla fine Milano prevale definitivamente e si sancisce la signoria dei Visconti; al loro dominio risale la principale fase attuale del castello di Gambolò. Si sta sviluppando e definendo sempre meglio la comunità, che si organizza attraverso le figure di sindaci, capi di casa e podestà e di cui conosciamo la vita attraverso le secolari testimonianze di archivio. Nel basso medioevo la zona fiorisce definitivamente, grazie a bonifiche e canalizzazioni che valorizzano la campagna, messe in atto dalla comunità e da enti religiosi. Nel ‘400 Gambolò è un borgo popoloso: conta 3000 “anime” e 200 “fuochi” e il centro storico assume sostanzialmente l’aspetto attuale. Nel Rinascimento Gambolò rientra nel contado della città ducale di Vigevano, fino a che la guerra con Luigi XII di Francia porta al tramonto il principato di Ludovico il Moro. Proprio a Ludovico si deve la cascina sperimentale della Sforzesca, che sorge anche su terreni donati dalla comunità di Gambolò in cambio di facilitazioni economiche. Fra gli alterchi delle guerre fra Francia e Spagna, il territorio, con il ducato di Milano, finisce nelle mani della Corona Spagnola. Nel 1573 Agostino Litta acquista il feudo di Gambolò dalla Spagna, in cambio di 60.400 lire. Nel 1672 giungono in paese le spoglie di S.Getulio, riesumate l’anno precedente dalle catacombe di Roma. E’ un avvenimento importante: il Santo diviene il patrono di Gambolò. Durante il Risorgimento anche Gambolò conosce vicende d’armi: il 21 marzo 1849, quando si combatte, nei pressi, la nota Battaglia della Sforzesca, il 1° Reggimento della Brigata Savoia tiene testa alle brigate austriache Strasoldo e Wohlgemuth; nel 1859, nella seconda Guerra d’Indipendenza, un drappello di ulani austriaci, in ritirata, compie un’incursione in paese. Fra i personaggi illustri si segnalano, oltre a Ugo da Gambolate, Francesco Raverta, arciprete del Duomo di Pavia (sec. XIV), il giurista Stefano Costa (sec. XV), il Cardinale Arcangelo Bianchi (sec. XVI), le figure del Risorgimento di Giulio (1806-1846) e Giuseppe (1805-1874) Robecchi, Pietro Magenta (sec. XIX), altro personaggio del Risorgimento, e la poetessa Gemma Biròli (1901-1983). ITINERARIO STORICO-ARTISTICO: CASTELLO LITTA, PIAZZA CAVOUR, LE CHIESE DEL PAESE Castello Beccaria-Litta è una spaziosa ed ampia fortificazione a pianta quadrilatera, con torri cilindriche a due angoli e torri quadre al centro delle mura perimetrali, dotata di dimora “signorile”, oggi in veste seicentesca, e di un lungo e spazioso portico a colonne binate, che occupa l’ala di sud ovest; è la “Manica Lunga” o “Loggia delle Dame” e al cui termine si trova la “torre Mirabella”. Si accede al Castello da un viale d’accesso guarnito da murature in cotto, realizzato nel 1614 dai Litta, con uno slargo su Via Vittorio Emanuele; questo serviva, in origine, per i movimenti delle carrozze dei nobili e dei loro ospiti. All’interno del Castello Salone Litta conserva un pregevole camino di tardo ‘500, un pavimento in mosaico degli anni ’20 del Novecento e una serie di quadri ispirati a fatti e personaggi della storia locale. Piazza Cavour, recentemente riordinata e valorizzata, occupa la parte centrale dell’abitato, con l’ottocentesco Palazzo Municipale, elegantemente porticato, e la parrocchiale di San Gaudenzio, che conserva il campanile di epoca romanica. Il centro storico è definito da quelle che erano, un tempo, le porte di accesso al borgo medievale, Porta Genova, Porta Milano e Mortara. GLI EDIFICI RELIGIOSI Le numerose e pregevoli chiese di Gambolò conservano opere d’arte rilevanti e interessanti. La chiesa parrocchiale di S.Gaudenzio è documentata già nel 1132 ed è stata integralmente rifatta alla fine del secolo XIX, conserva, fra le altre opere, un affresco della Madonna col Bambino, del 1400, uno della Madonna tra i SS.Rocco e Sebastiano del 1400 e le sculture di una tomba della famiglia Litta dell’artista G.Martelli, di Scuola del Canova. La pieve medievale di S.Eusebio, oggi finalmente in fase di restauro, conteneva una Crocifissione di scuola del Lanino, notevoli opere di Bernardino Campi (una natività, 1572) e di Giovan Battista Tassinari, oltre a tele dei Fiammenghini; queste opere d’arte oggi sono conservate presso la Parrocchia. In via Roma si trova la chiesa di S.Maria, testimoniata già nel secolo XIV, che conserva pregevoli opere d’arte e un coro ligneo del ‘700. La chiesa di S.Paolo, in Via Pietro Magenta, conserva un coro in noce del ‘600, un gruppo della Natività in terracotta del secolo XVIII, e uno ligneo della Pietà, attribuito a Giovan Angelo del Maino. La chiesa di S.Rocco, dedicata in origine S.Chiara, si trova fra Via Carrobbio e Via Mazzini, e conserva, fra le altre opere, un coro ligneo del ‘700. La minuscola chiesa della Madonna del Terdoppio è stata eretta nel 1605, per voti alla Madonna Addolorata nei pressi del torrente. IL MUSEO ARCHEOLOGICO LOMELLINO Castello Litta ospita il Museo Archeologico Lomellino che presenta, in quattro sale, una panoramica completa della presenza umana in Lomellina, dal Mesolitico Recente all'Età Romana Imperiale. Il museo presenta oltre un migliaio di reperti, accompagnati da una facile ed accattivante apparato didattico. Sono qui esposte alcune fra le più significative testimonianze del dell’età del bronzo, periodo celtico e di quello romano. FESTA PATRONALE - QUARTA DOMENICA DI OTTOBRE SAGRA DEL FAGIOLO BORLOTTO – MESE DI LUGLIO SERATE MUSICALI – ESTATE COMUNE 0381-937211 BIBLIOTECA CIVICA 0381-930781 MUSEO ARCHEOLOGICO LOMELLINO 0381-938256/930781

Come raggiungerci

Da Milano e poi da Vigevano, SS 4947; dalla provinciale Vigevano-Pavia, dall'autostrada A7 uscita casello di Gropello Cairoli, direzione Vigevano. Autilinea con Vigevano e Pavia.


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